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Sono ioBenvenuto nel mio sito personale! In queste pagine ho dato vita ad un piccolo mondo popolato di pensieri, scritti e semplici contributi che voglio destinare alla comunità globale. Qualora dovessi riportare qualcosa di inesatto o parziale, sono disponibile ad un confronto, ma sia chiaro che si tratta semplicemente dell'opinione dell'ultimo arrivato sul web.

Buona lettura!

Sono passati molti anni da quel giorno dell'anno 1990, quando, a Göteborg, nacque una delle band destinate, dal mio modesto punto di vista, a diventare un caposaldo nella storia della musica heavy metal. Parlo degli In Flames, una band che conobbi per caso una sera d'autunno del 1997 ed a cui subito mi appassionai.

Non intendo dilungarmi a raccontare la storia di questa formazione, che è reperibile sul sito ufficiale. Vorrei però raccontare quello che sono stati e sono tuttora per me, percorrendo la loro discografia dagli albori fino ai giorni nostri. Le mie recensioni nascono sostanzialmente da valutazioni soggettive, che possono anche non essere condivise.

Nell'autunno del 1997, molto tempo prima di lastfm e spotify, su Radio Voce Spazio, tutti i giovedì sera, dalle 21.00 alle 23.00, andava in onda Alternative Sound, una trasmissione interamente dedicata al panorama heavy metal, a mio giudizio condotta in modo impeccabile. In quel tempo, le frequenze dell'emittente alessandrina davano spazio a tutte le novità del mondo heavy metal, dal power al death, raccontando di tanto in tanto curiosi aneddoti sulle band. Molto tempo prima che internet spazzasse via un mondo che viveva nei negozi di musica, in cui potevi perdere ore a discutere con uno sconosciuto metallaro incontrato per caso accanto alla vetrinetta di recensioni lette su riviste specializzate, Alternative Sound dava la possibilità di formarsi una propria opinione sui dischi di recente uscita, evitandoci di spendere soldi a scatola chiusa. Una sera trasmisero Jester script transfigured, un brano di una band a me sconosciuta, che mi colpì immediatamente per atmosfera, potenza e stile, che, da quel giorno, rimase per me il punto di riferimento del death metal scandinavo. Da quel giorno iniziai a compiere ricerche nei negozi di dischi e su internet, che grazie al mio nuovo modem a 33.6 kbit/s, mi permetteva di reperire molte informazioni comodamente seduto davanti al computer. Conobbi il nome del gruppo ed il primo disco che comprai fu Whoracle, la cui traccia numero 6 era appunto Jester script transfigured: un mondo si aprì davanti alle mie orecchie!

Nel giro di pochi anni comprai tutti i dischi. Lo ammetto, molti li scaricai illegalmente dal neonato Napster solo perché facevo molta fatica a reprimere la mia curiosità, con la promessa, tuttavia, di comprarli originali appena avrei avuto i soldi. E così feci, costruendo la mia personale collezione che racconta i più bei 20 anni di storia della musica heavy metal.

Oggi gli In Flames non sono più una band death metal: negli anni hanno (coraggiosamente) deciso di cambiare strada, etichetta e look, determinando una scissione tra gli integralisti del vecchio stile e gli entusiasti della nuova svolta, dibattito che ancora oggi fa parlare sui forum, nonostante si tratti di fatti risalenti a molti anni fa. Il dibattito, a mio avviso, è un po' sterile: non ha senso parlare dei vecchi In Flames e dei nuovi. Nel corso degli anni la band ha più volte cambiato genere: Lunar Strain e Whoracle, per esempio, sono dischi molto diversi, come lo sono Whoracle e Clayman. Il continuo mutamento di stile può essere imputabile ad una maturazione delle scelte musicali, volontà di innovarsi, sperimentare e mettersi alla prova con le sfide dei tempi. Faccio fatica a pensare a due soli periodi: penso che ogni disco sia un discorso a sé, che abbia dato un contributo alla musica heavy metal proprio grazie alla sua diversità rispetto alla produzione precedente. Nei prossimi articoli prenderò in esame ogni disco e scriverò la mia personale recensione.

Commenti   

0 # Marco 2015-02-18 15:46
In fin dei conti ogni epoca ha i suoi generi ed una band deve misurarsi con questi. Sarebbe come fare una reunion dei Led Zeppelin (magari con un batterista nuovo) e chiedere loro di uscire con pezzi nuovi. Sarebbero sicuramente in grado, ma loro hanno fatto la storia e la loro musica è come una pietra miliare e va collocata in quel preciso periodo storico
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