Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Sono ioBenvenuto nel mio sito personale! In queste pagine ho dato vita ad un piccolo mondo popolato di pensieri, scritti e semplici contributi che voglio destinare alla comunità globale. Qualora dovessi riportare qualcosa di inesatto o parziale, sono disponibile ad un confronto, ma sia chiaro che si tratta semplicemente dell'opinione dell'ultimo arrivato sul web.

Buona lettura!

A distanza di un anno e mezzo dalla pubblicazione di The Jester race, gli In Flames ci propongono questo EP, un assaggio di quanto contenuto nel lavoro successivo, che sarebbe uscito di lì a pochi mesi. Il disco è commercializzato in formato mini CD, ed è stato realizzato uno shaped disc in serie limitata a forma della mascotte Jester, che io, modestamente, possiedo. A mio giudizio, musicalmente, non si tratta di una pubblicazione fondamentale nella carriera degli In Flames ma costituisce quella fase che amo definire "il passaggio dalla degustazione al consumo": vediamo i contenuti nel dettaglio.

Il disco apre con un inedito, Goliaths disarm their Davids, un brano spiccatamente death melodico, abbastanza accattivante e ricco di grinta. Colpisce immediatamente lo stile molodico/powereggiante della sezione ritmica, che sembra voler prendere le distanze dal death duro di The Jester race. La struttura del brano è decisamente più commerciale rispetto alla produzione precedente: si identifica l'alternanza tra strofe, ritornello, bridge e assolo. Il brano successivo, Gyroscope, cambia tono, riprendendo le sonorità gutturali che hanno fatto la fortuna della formazione svedese. Musicalmente parlando, una ballata in 3/4, lenta e potente, dal tono un po' tribale alla Moonshield. Il disco contiene poi una traccia interamente acustica, un medley di 3 brani contenuti in The Jester race ed uno che sarà pubblicato nel successivo lavoro, Whoracle. Il disco si chiude con una versione live di Behind space, opening track di Lunar strain.

Black-ash inheritance costituisce, a mio parere, un manifesto di intenzioni. Senza veicolare novità particolarmente degne di nota, getta le basi di un ulteriore cambio di rotta da parte degli In Flames. Pur continuando ad infondere nei brani un buon contenuto in termini di idee e qualità, gli In Flames inizieranno a poporre musica dalla struttura più standard, sicuramente anche più adatta ad essere portata nelle esibizioni live, sempre più frequenti ed importanti per la band. Non più, quindi, album da gustare con attenzione ad ogni singolo passaggio ma musica da intrattenimento.

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Accedi

Siti amici

Associazioni

Joomla templates by Joomlashine