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Sono ioBenvenuto nel mio sito personale! In queste pagine ho dato vita ad un piccolo mondo popolato di pensieri, scritti e semplici contributi che voglio destinare alla comunità globale. Qualora dovessi riportare qualcosa di inesatto o parziale, sono disponibile ad un confronto, ma sia chiaro che si tratta semplicemente dell'opinione dell'ultimo arrivato sul web.

Buona lettura!

Ecco a voi l'album dello scisma! Reroute to remain è stato etichettato in diversi modi: la pietra dello scandalo da alcuni, la rivelazione da altri. Fatto sta che, con questo nuovo disco, gli In Flames danno un taglio deciso con il passato, il più evidente ed eclatante di tutta la loro storia. A partire da questo disco iniziarono le più aspre controvèrsie tra i fans: sui forum e su internet ci fu chi gridò al tradimento e chi, invece, si avvicinò alla musica degli In Flames grazie proprio a questo nuovo lavoro. Ma perché i ragazzi di Göteborg avrebbero deciso di provocare uno scisma di tali proporzioni? Perché mettere da parte quanto costruito in quasi 10 anni di carriera e rischiare di perdere una consistente fetta dei sostenitori dei primi tempi? Dopo una serie di dischi che avevano monopolizzato la scena heavy/death europea, la band aveva raggiunto l'apice della sua popolarità, ma, per dirla in termini ciclistici, una volta giunti in testa, è necessario continuare a pedalare più veloce degli altri...

Siamo agli inizi del nuovo millennio. Giunti al successo planetario, gli In Flames dimostrano di non essere intenzionati a sedersi sugli allori e, grazie soprattutto alla produttiva coppia Strömblad-Gelotte, sfornano questo nuovo disco destinato ad essere accolto molto favorevolmente dai fan e dalla critica internazionale. Clayman prosegue sulla linea di Colony e, in un certo senso, prova a spingersi ancora più in là, dando forma definitiva al death metal melodico svedese. La voglia di sperimentare e di osare degli In Flames non lascia l'amaro in bocca ai fans: la creatività e la voglia di reinventarsi danno ancora una volta frutto, regalando al mondo heavy/death un disco importante...

Chi avesse mai pensato che la band avesse finalmente trovato la sua forma stabile, dovette ricredersi: altro disco, altri cambiamenti in vista. A distanza di 2 anni da Whoracle, esce Colony, un disco destinato a creare le prime deboli divisioni tra i fans. Questioni di lana caprina, intendiamoci, ma, tuttavia, questioni che gettano le basi di un cambiamento radicale riguardo al quale gli appassionati del "vecchio stile" e del "nuovo stile" ancora oggi si scannano. Colony è, a mio parere, l'elemento di separazione tra il "vecchio" ed il "nuovo", anche se, come ho già chiarito in precedenza, a mio parere non si può parlare di "vecchio" e "nuovo", ma di una continua evoluzione. Vediamo ora nel dettaglio i contenuti di questo pomo della discordia...

Era già nell'aria con l'uscita di Black-ash inheritance ma, con questo nuovo lavoro, gli In Flames danno il via ad un ulteriore rinnovamento in termini di stile e scelte musicali. Musicalmente, Whoracle è una vera e propria bomba, un pieno di energia che non può non colpire positivamente la stragrande maggioranza del pubblico heavy-death di tutto il mondo. Personalmente, conobbi gli In Flames all'uscita di questo disco, che apprezzai moltissimo da subito, ma devo riconoscere che gli In Flames di Lord Hypnos e Dead Eternity sono un'altra cosa... Entriamo ora nel dettaglio di questo lavoro.

A distanza di un anno e mezzo dalla pubblicazione di The Jester race, gli In Flames ci propongono questo EP, un assaggio di quanto contenuto nel lavoro successivo, che sarebbe uscito di lì a pochi mesi. Il disco è commercializzato in formato mini CD, ed è stato realizzato uno shaped disc in serie limitata a forma della mascotte Jester, che io, modestamente, possiedo. A mio giudizio, musicalmente, non si tratta di una pubblicazione fondamentale nella carriera degli In Flames ma costituisce quella fase che amo definire "il passaggio dalla degustazione al consumo": vediamo i contenuti nel dettaglio.

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